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Salani Editore riporta in libreria "L'atroce accademia", quinto libro della serie "Una serie di sfortunati eventi" famosa e divertente saga, scritta da Lemony Snicket alias Daniel Handler.
In questo libro gli orfani Baudelaire si imbatteranno in fastidiosi granchi, severe punizioni, un fungo sgocciolante, esami finali, il programma d'allenamento 'Crampo', e il sistema metrico decimale.
IL LIBRO
"Se volete una storia che parli di ragazzi felici che trascorrono un sereno periodo scolastico, rivolgetevi altrove. Violet, Klaus e Sunny Baudelaire sono ragazzi intelligenti e pieni di risorse, e probabilmente vi aspettate che vadano molto bene a scuola. Sbagliato. Per i Baudelaire la scuola si rivela essere un altro sfortunato evento nelle loro vite già abbastanza infelici.
Non posso tacerlo, nei capitoli di questa storia spaventosa i bambini affronteranno fastidiosi granchi, severe punizioni, un fungo sgocciolante, esami finali, il programma d'allenamcnto CRAMPO, e il sistema metrico decimale. E mio preciso dovere stare sveglio tutta la notte a indagare e a scrivere la storia di questi tre sventurati giovani, ma per voi sarà forse più gradevole trascorrere una buona notte di sonno. In tal caso vi conviene scegliere un altro genere di libro."
L'AUTORE
Io, Lemony Snicket, sono nato prima di voi, e probabilmente morirò anche prima di voi. La mia famiglia ha origini in un paese che adesso è sommerso dall'acqua, e la mia infanzia è trascorsa nel lusso di Villa Snicket, che poi è diventata una fabbrica, una fortezza, una farmacia e che ora, ahimè, è la villa di qualcun altro. Sebbene la mia formazione sia stata principalmente incentrata sull'analisi retorica, ho trascorso gli ultimi anni facendo ricerche sulle disavventure degli orfani Baudelaire. Questo progetto mi ha portato sulle scene di numerosi delitti. Vi auguro tutto il bene possibile.
Il mio illustratore, Brett Helquist, è nato a Gonato (Arizona), è cresciuto a Orem (Utah) e ora vive a New York. Si è laureato in Belle Arti alla Brigham Young University e da allora ha sempre fatto l'illustratore. I suoi lavori sono apparsi sul Cricket Magazine e sul New York Times.
Dopo il saltino trovate alcuni giudizi sul romanzo e un breve estratto.
I GIUDIZI
"Si ride di cuore con questi piccoli capolavori di humor nerissimo, assolutamente esilaranti."
Diario
"Personaggi foschi, una trama avvincente, curiose ambientazioni, disgrazie a volontà. E molto, molto humor. Snicket è bravissimo a tratteggiare i personaggi, a cominciare dai giovanissimi protagonisti: come si fa a resistere a tre ragazzini cosi?"
Il Messaggero
"Violet, Klaus e Sunny, protagonisti della fortunata serie di horror umoristico, sono originali, intelligenti e graziosi..."
Il Giornale
"Un divertimento sottile, ribaldo, quasi ebbro, è assicurato al lettore. E' una storia questa, raccontata nel vanto di uno humor che ha pochi uguali."
Sfoglialibro
"I ragazzi Baudelaire sono davvero troppo sfortunati: Snicket fa emergere dalle loro vicende nello stesso tempo humor e orrore, e con allegria li mette davanti a una prova dopo l'altra...Per chi ama un pizzico di veleno sui gelato sarà un perfido spasso!"
Kirkus Review
"Se c'e qualcuno che ha veramente a che fare con la magia di Harry Potter, questi non sono altro che gli orfani Baudelaire."
New York Post
"La storia è deliziosa: finto vittoriana e autoironica. Le illustrazioni di Helquist e i numerosi commenti intrusivi e parodistici dell'autore sottolineano uno humor grottesco che affascina i lettori."
Booklist
"Le battute di Snicket e i suoi giochi di parole sono incredibili e rendono spumeggiante la sua satira. Ed è ancora più incredibile come, nonostante ci siano tanti ragazzi che apprezzano i suoi libri, questi sono fondamentalmente una gioia letteraria per gli adulti."
Children's Literature
"Nonostante le disavventure superino i limiti del ridicolo, il tetro umorismo di Snicket, la sua satira e la sua straordinaria vena letteraria le rendono perfettamente credibili."
Library Journal
UN BRANO
"Per arrivare agli edifici, i Baudelaire dovettero passare sotto un immenso arco di pietra che gettava un'ombra ricurva sul prato, come un arcobaleno i cui colori fosser solo grigio e nero. Sull'arco erano scritte le parole 'PRUFROCK PREPARATORY SCHOOL in enormi lettere nere e poi, in caratteri più piccoli, il motto della scuola, 'Memento Mori'. Ma non era tanto questo che aveva mozzato il respiro ai ragazzi, quanto la forma degli edifici: rettangolare, con un'estremità arrotondata. Un rettangolo con l'estremità arrotondata è una forma strana, e ricordava agli orfani un sola cosa. Per i Baudelaire ogni edificio assomigliava in modo inequivocabile a una pietra tombale."