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Intervista a Gabriele Marconi

Domenica 18 Maggio 2008, 22:04 in Interviste, Letteratura di

I giorni scorsi Vi ho presentato "Il regno nascosto", nuovo romanzo fantasy edito da Flaccovio nato dalla collaborazione di due autori noti nel mondo del fantasy italiano: Gabriele Marconi ed Errico Passaro. Grazie alla loro disponibilità sono riuscito ad intervistarli e oggi Vi propongo la prima metà di questa chiaccherata, quella con Gabriele:

Quali sono i tuoi hobby e i tuoi passatempi preferiti?

MARCONI - Sci da fondo-escursionismo d'inverno, canoa d'estate. Cinema ma soprattutto chiacchierate con gli amici, ovviamente al pub Tom Bombadil di Roma.

Cosa ti piace leggere? E quali sono i tuoi autori preferiti?

M - Tolkien ovviamente. Attualmente il migliore nel fantasy è George Martin. Ma il mio preferito è Stephen King. Mi piacciono i noir di qualità: su tutti, Dennis Lehane, quello di "Mystic River". Sono molto legato ai lavori di Drieu La Rochelle e Brasillach. E poi Gustav Meyrink e altri e altri... Amo la materia di Bretagna e il Medioevo. Non perdo mai un Tex Willer. Negli ultimi tempi mi sono sciroppato tutto ma proprio tutto sull'Impresa fiumana del '19, perché ho scritto un romanzo ambientato a Fiume in quel periodo.

Come e quando hai deciso di diventare scrittore? E per dare seguito a questa decisione ti sei iscritto a qualche corso di scrittura oppure il saper scrivere, il saper raccontare è un tuo dono di natura.

M - Deciso, mai. Diciamo che da quando ho cominciato a confrontare quello che scrivevo con l'esterno, partecipando al Premio Tolkien (dove ho conosciuto Errico, tra gli altri), è cominciato un percorso che piano piano mi ha portato a scrivere in maniera continuativa. Non ho frequentato corsi di scrittura creativa: ho seguito il molto che aveva da insegnarmi Gianfranco de Turris... Saper raccontare è un dono, indubbiamente, ma bisogna attrezzarsi studiando e leggendo.

Hai delle abitudini di scrittura particolari? Dei luoghi in cui preferisci scrivere, qualche rituale? Usi il pc?

M - Scrivo tutte le mattine, a parte quando devo andare prima a lavorare (sono giornalista e comincio di solito verso l'ora di pranzo). Il luogo è davanti al mio computer, nel microstudiolo a casa. Rituali? Boh, direi di no... Se poi prendermela comoda e fare colazione con calma sono rituali...
 
Di seguito prosegue l'intervista a Gabriele: 

Quale è stato il percorso che hai affrontato prima di veder pubblicato il tuo primo romanzo. Hai ricevuto molti rifiuti? 

M - Per il primo ho avuto fortuna: un'amica aveva appena pubblicato per Minotauro e ha portato un mio romanzo breve (L'enigma di Giordano Bruno), che è stato accettato subito. La vera difficoltà l'ho incontrata scrivendo romanzi non di genere, ma questo è un altro discorso. Ad ogni buon conto, bisogna essere tenaci e insistere: ma non credo di rivelare niente di straordinario!

Tra Vitur e Tekkur qual'è il personaggio che come carattere ti assomiglia maggiormente? Se non ci sono somiglianze, qual'è il tuo carattere nella vita reale?

M - Forse Tekkur. Ma quello che mi somiglia di più è Faardil, un ragazzo che compare nelle prime pagine del romanzo e (forse) sarà protagonista di un'altra storia...

Che rapporto hai con Licia Troisi e gli altri autori fantasy italiani?

M - I rapporti che ho riguardano fondamentalmente gli scrittori "usciti" dal Premio Tolkien e cresciuti nel giro del fandom italiano - Tullio Bologna, Nicola Verde, Marco De Franchi, Roberto Genovesi, Mario Farneti e ovviamente Errico Passaro - e quelli con cui fondammo la Società tolkieniana italiana. Sicuramente dimentico qualcuno...

Il genere fantasy sta vivendo un periodo d'oro credi sia dovuto unicamente al grande successo della saga di Harry Potter e dei tre film tratti dal Signore degli Anelli o ritieni ci siano altre ragioni?

M - E' dovuto soprattutto a HP e al film sul SdA. Ma la passione è cominciata quando i romanzi di Tolkien arrivarono, negli anni Settanta, a sconvolgere la dittatura del realismo imposta dal conformismo di allora, quando solo a parlare di fantasia si veniva banditi come fascisti: Tolkien ebbe lo stesso trattamento, malgrado le arrampicate sugli specchi di quanti oggi smentiscono i propri scritti di quel periodo. Il SdA e Lo Hobbit furono come una ventata d'aria pura dopo i fumi che appestavano la nostra atmosfera.

Sei un navigatore di Internet o lo usi solo quando è necessario? Che ne pensi del fenomeno dei blog (non ci trattare troppo male)?

M - Navigo abbastanza, sia per lavoro che per curiosità. Sui blog non ho alcun pregiudizio, però troppo spesso quel mondo si trasforma in una trappola autoreferenziale. La vita, spesso, è un'altra cosa.
 
Presto pubblicherò la seconda parte con l'intervista a Errico Passaro.  
3
3 commenti
3
29 Giu 2008
alle 12:50

Alessandro

Come sempre grande Gabriele!

2
19 Mag 2008
alle 21:17

gabriele

merci bien! 

1
19 Mag 2008
alle 17:11

AngoloNero

Bentrovato Gabriele :)

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