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Mag 0819

Intervista a Errico Passaro

Pubblicato da Stefano Landenna alle 21:58 in Interviste, Letteratura


Come promesso, dopo la chiaccherata con Gabriele Marconi, eccovi l'intervista con Errico Passaro, il secondo autore de "Il regno nascosto" il bel romanzo fantasy edito da Flaccovio:

Quali sono i tuoi hobby e i tuoi passatempi preferiti?

PASSARO - A parte la scrittura creativa e tutto ciò che è connesso (letteratura, cinema, teatro), pratico molti sport (fondo, sci, calcio).

Cosa ti piace leggere? E quali sono i tuoi autori preferiti?

P - Sono onnivoro. Se proprio devo fare nomi, fuori dal fantastico, D'Annunzio e Mishima, ma anche i classici russi (Tolstoi e Dostoievsky); nel campo del fantastico, Bradbury più di Asimov, Barker più di King, Anderson più di Tolkiem, (ma il più completo è attualmente Dan Simmons); nel campo del fumetto, la scuola sudamericana e americana più di quella franco-belga.

Come e quando hai deciso di diventare scrittore? E per dare seguito a  questa decisione ti sei iscritto a qualche corso di scrittura oppure il saper scrivere, il saper raccontare è un tuo dono di natura.

P - Ho scritto il primo romanzo a 14 anni, su sollecitazione di mia nonna (grazie, nonna!). Professionalmente, sono nato a diciotto anni con il secondo posto al Premio Tolkien, di cui ho letto casualmente il bando. Non ho mai partecipato a corsi di scrittura creativa, verso cui nutro un moderato scetticismo.

Hai delle abitudini di scrittura particolari? Dei luoghi in cui preferisci scrivere, qualche rituale? Usi il pc?

P - Ho il massimo dei bioritmi al mattino, di sera rendo poco. In realtà, il segreto è la disciplina: scrivere anche solo una cartella al giorno, tutti i giorni, qualunque cosas accada. Non seguo particolari rituali, talvolta do un'occhiata a libri già pubblicati per incoraggiarmi a proseguire sulla buona strada. Scrivo con il PC, ovviamente, anche se prendo molti appunti volanti a penna in ogni situazione, al lavoro, sul treno, in vacanza


Di seguito trovate il resto dell'intervista...

Quale è stato il percorso che hai affrontato prima di veder pubblicato il tuo primo romanzo. Hai ricevuto molti rifiuti?

P - Devo ringraziare Gianfranco De Turris, che mi ha consentito di pubblicare i primi articoli su "L'Altro Regno". Da lì una lenta, ma progressiva "escalation", con il nome che s'imponeva (bontà loro!) all'attenzione degli addetti ai lavori. Ho potuto spendere questa piccola rendità di stima e credibilità all'atto di proporre i miei lavori narrativi, con alterne vicende (un ringraziamento va a Gianfranco Viviani nel suo "periodo Nord"). Ho incassato pochi "no", ma solo per aver fatto proposte calibrate, precedute da uno studio della politica editoriale delle case interpellate.

Tra Vitur e Tekkur qual'è il personaggio che come carattere ti assomiglia maggiormente? Se non ci sono somiglianze, qual'è il tuo carattere nella vita reale?

P - Non saprei. Mi vedo più mago che nano o guerriero!

Che rapporto hai con Licia Troisi e gli altri autori fantasy italiani?

P - Sottoscrivo la risposta di Gabriele. Licia Troisi ha l'indubbio merito di aver trovato una formula narrativa di grande semplicità e richiamo, ma personalmente ricerco nei romanzi di fantasia eroica - in tutti i romanzi, a onor del vero - la densità, la stratificazione, la ricchezza e il respiro epico.

Il genere fantasy sta vivendo un periodo d'oro credi sia dovuto unicamente al grande successo della saga di Harry Potter e dei tre film tratti dal Signore degli Anelli o ritieni ci siano altre ragioni?

P - Il successo si è consolidato con le traduzioni cinematografiche di Tolkien, Rowling e Lewis, solo a citare gli esempi più eclatanti; ma, più in generale, credo che il segreto del successo della fantasia eroica risieda nella sua capacità alle giovani generazioni (e non solo)di proporre ruoli e valori, in una società moderna in cui mancano i punti di riferimento etici e gli unici ruoli assumibili sono quelli di produttore o consumatore di beni e servizi.

Sei un navigatore di Internet o lo usi solo quando è necessario? Che ne pensi del fenomeno dei blog (non ci trattare troppo male)?

P - Uso da poco Internet, è uno strumento potente, e, come tale, va usato con cautela. I blog sono un'eccellente palestra di scrittura e di democrazia, ma la loro attendibilità si misura sulla serietà con cui si confrontano con le idee e i loro canali di circolazione.

Non posso che ringraziare Gabriele ed Errico per la loro disponibilità e per chi vuole approfondire la loro conoscenza lo invito a recarsi alle 18 del 13 giugno alla Biblioteca Angelica di piazza S.Agostino a Roma dove i due autori presenteranno il loro romanzo con Gianfranco De Turris.

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