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Intervista ad Alessandra Dell'Amico - parte seconda

Venerdì 19 Ottobre 2007, 14:38 in Interviste, Letteratura di

Hai delle abitudini di scrittura particolari? Dei luoghi in cui preferisci scrivere, qualche rituale? Usi il pc?

Nessun rituale, nessuna abitudine particolare. Soltanto tranquillità e (quasi) certezza di non essere disturbata. Quando scrivo devo scendere in quell'universo che ho creato, per sentirmi lì e provare quello che provano tutti i personaggi. Solo così il loro comportamento può essere spontaneo e coerente. Scrivo sempre al pc, tranne casi eccezionali. Durante delle attese in ambulatori vari (chi non le ha provate?) ho riempito un notes delle dimensioni di una carta di credito con i primi capitoli del Libro Secondo. Ma il pc per me resta il mezzo più pulito e ordinato per scrivere, anche se carta e penna non perderanno mai il loro fascino. 

Quale è stato il percorso che hai affrontato prima di veder pubblicato il tuo romanzo. Hai ricevuto molti rifiuti?

Non avevo contattato molte case editrici, solo una decina che sapevo pubblicassero fantasy. Onestamente so che avevo mirato alto, per essere una scrittrice esordiente e i rifiuti erano praticamente scontati. Poi ho, per così dire, abbassato il tiro, scegliendo di partecipare ad un piccolo concorso di una piccola ma seria casa editrice, che mi ha portato infine alla pubblicazione e ciò mi permette di scrollandomi di dosso l'etichetta di 'scrittrice inedita'.

Tra Andrea e Liot qual'è il personaggio che come carattere ti assomiglia maggiormente? Se non ci sono somiglianze, qual'è il tuo carattere nella vita reale?

Sicuramente ho maggiori affinità con Liot. Andrea è più impulsivo, quasi irascibile, mentre Liot è riflessivo e controllato. Non dico di più.

Che rapporto hai con Licia Troisi e gli altri autori fantasy italiani?

Parlando di autori italiani, oltre alla Troisi, mi viene in mente solo la De Mari, di cui ho letto L'ultimo elfo e L'ultimo orco, però so che ci sono altri autori che pian piano stanno emergendo. Della Troisi, che porta alto il tricolore del nostro fantasy con la sua bella produzione, ho in programma di tuffarmi a leggere l'intera produzione, cosa che rimandavo solo perché, come impostazione, quelle storie non rappresentano le mie preferenze. Ma Licia ha tutta la mia ammirazione per essere arrivata in poco tempo così alla ribalta e sicuramente avrebbe molto da insegnarmi. C'è da dire comunque che gli autori italiani, purtroppo, devono lottare contro una generale esterofilia innata che fa storcere un po' il naso al lettore che va ad acquistare un romanzo, specialmente se fantasy, come se fosse ritenuto incapace di raggiungere certe aspettative. Per questo vorrei che il fantasy italiano fosse valorizzato sempre di più: deve riuscire a conquistarsi la stima che merita!

Il genere fantasy sta vivendo un periodo d'oro credi sia dovuto unicamente al grande successo della saga di Harry Potter e dei tre film tratti dal Signore degli Anelli o ritieni ci siano altre ragioni?

Sono fermamente convinta che la saga di Harry Potter e quella del Signore degli Anelli siano state determinanti per la rinascita e l'affermazione del fantasy. Prima il fantasy era considerato un genere di serie B, relegato ad immaturi e sognatori, adesso è stato rivalutato e tutte quelle 'fantasticherie' finalmente possono essere apprezzate per quello che sono: invenzioni geniali! Alla Rowling dobbiamo dare il merito di aver anche avvicinato i ragazzini ai libri, facendo loro scoprire il fascino della lettura, dell'immedesimazione nelle sue storie coinvolgenti, ricche di sorprese e di avventure e mai pesanti.

Sei una navigatorice di Internet o lo usi solo quando è necessario? Che ne pensi del fenomeno dei blog (non ci trattare troppo male)?

Internet non è esattamente 'casa mia'. Mi ci perdo... Lo so usare, naturalmente, almeno per le funzioni che mi interessano, ma stento a capire la differenza tra una chat, un forum e quant'altro. So cosa sono i blog personali e so che ogni giorno ne fioriscono di nuovi a decine. Sono il mezzo moderno per comunicare, informare, incontrarsi, promuovere quello che si vuol far conoscere, senza spostarsi dalla propria scrivania. Una potenzialità esplosiva e illimitata. Mi sconcertano... Da una parte mi chiedo dove andranno a finire i contatti umani interpersonali, dall'altra so riconoscere l'utilità di quei siti, come blogosfere, che offrono una quantità inesauribile di novità e informazioni. Una vera miniera.

Ringrazio Alessandra per la sua disponibilità e invito tutti alla lettura del suo romanzo.

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